Ho scoperto il lavoro di Joe Sacco per caso. Mi trovavo in
libreria a curiosare nella sezione dedicata ai fumetti e mi è caduto l’occhio
su questo volume, Palestina, situato tra i Peanuts e lo speciale
di Dylan Dog. Da sempre associamo il fumetto a una fase determinata e limitata della nostra esistenza, quella composta dall’infanzia e dall’adolescenza. Pensiamo che sia una forma di linguaggio poco seria, infantile. Ebbene, forse
dovremmo (io per prima) cambiare punto di vista. I fumetti infatti, sono
dotati di un grande potenziale comunicativo e possono essere sfruttati in
maniera proficua per divulgare anche contenuti impegnati e in maniera più
immediata rispetto a quanto accada con un articolo di giornale o con un saggio.